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Domande sul podcasting





I servizi di pubblicazione possono rimuovere i nostri podcast?Violando le leggi, o in caso di inadempimento, possono fermare la pubblicazione, ma non dovrebbero cancellarli per consentirne il recupero.
Cambiando le condizioni contrattuali, devono prima farsele accettare e in mancanza offrire in rimborso.
Spesso negli USA usano pretesti o risposte incosistenti.
In questo caso meglio avere ottimi backup e cambiare gestore, oppure pagare un avvocato nella giurisdizione locale.
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C'e' uno standard ufficiale dei feed rss dei podcast?Non c'e' uno standard ufficiale, ma tutti seguono le istruzioni di Apple Itunes per motivi storici.
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Posso far ascoltare un brevissimo brano, oppure il trailer di un podcast, in un mio podcast? Ovviamente, citando il podcast in questione. Grazie.L'uso descritto indica la mancanza di scopo di lucro o appropriazione: sembra rietrare nei fair use (anche quelli italiani).
Il punto e' verificare l'effettiva durata e come viene citato.
Il tema riguarda infatti i limiti delle citazioni.
In ogni caso andrei a verificare la licenza del podcast (puo' essere indicata nel feed o sul sito o social di appoggio) e contattare direttamente l'autore, che probabilmente ringrazierà e ricambierà il favore.
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Si puo' usare la musica di sottofondo nei podcast ?Di norma si', pagando la licenza per il paese dove viene distribuita.
Alcune piattaforme di distribuzione hanno accordi con la SIAE.
Chi distribuisce in proprio, o altrove, deve acquistare una licenza separata con SIAE (e SCF)
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WordPress supporta nativamente i feed rss dei podcast ?No.
Il feed dei podcast si ottiene con un plugin.
Il feed rss di WordPress, nativo, riguarda i post del sito.
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Bisogna sempre pagare la SIAE / SCF?Quando si distribuisce da piattaforme con le quali la SIAE non ha accordi.
Attualmente sembra che vi siano accordi con Apple, YouTube, Spotify e Instagram, ma i termini degli accordi (dei quali noi siamo i beneficiari!) non sono noti.
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Quali licenze per una web radio?Una web radio con musica richiede una licenza alla SIAE e SCF; una live su YouTube probabilmente rientra negli attuali accordi con la SIAE.
Attenzione che la normativa non distingue tra online e radio, quindi si potrebbe applicare la normativa dell'AGCM sul prodotto editoriale e l'iscrizione al ROC nel caso di attività commerciali.
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Liberatorie: come si fanno e a che servono?Servono a documentare di avere i diritti d'uso.
Trattandosi per lo piu' di liberatoria a titolo gratuito, c'e' da aspettarsi una revoca successiva con ogni pretesto, magari ai fini privacy che di norma non si possono impedire.
Basta un testo firmato e datato, contestualizzato e chiaro.
Nel caso di minori bisogna prevedere la firma dei tutori,genitori o 'chi ne fa le veci'.
Superati i 16 anni l'interessato deve essere contattato e dichiarare il suo consenso libero all'uso dei dati personali.
Per l'immagine va raccolto anche il consenso ex diritto d'autore ai ritratti, per i contenuti prodotti altra espressa previsione e cosi' via per ogni uso specifico che si ritiene di fare, inclusa la ripresa / registrazione volti di un pubblico.
Fate riprese da dietro verso il palco e risolvete.
Pixellare i minori e i volti in generali aiuta.
Per l'audio, alterarlo.
Una liberatoria completa e' praticamente impossibile, ma aiuta a ridurre la responsabilità di chi usa i materiali
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Quanto posso usare le musica nei podcast?La musica altrui ha una licenza.
Gli autori iscritti alla SIAE possono concerderla in licenza secondo gli accordi che la SIAE stringe.
Ad esempio possiamo usare musica nei podcast video su Youtube e Instagram, ma non possiamo distribuire i podcast altrove.
Alcuni brani poi sono concessi da YouTube per Youtube, e non possono essere usati su Spotify.
A parte la regola generale, usare parti lunghe o brevi di brani altri significa corrispondere i diritti in misura diversa: Meta paga meno per le musiche nei jingle.
Siae e Jamendo chiedono meno per la musica di sottofondo.
Bisogna ricordare che l'uso di brani senza licenza non comporta un pagamento pari alla licenza, ma un importo piu' simile ad una sanzione.
Nei giochi a quiz o brani interi negli episodi vanno remunerati.
Attenzione alla piattaforma di distribuzione.
Se non e' in Italia, oltre alla Siae si possono applicare i diritti richiesti da altre collecting societies, oppure i distributori potrebbero chiudere il canale.
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Ci sono norme specifiche per gli influencer e la pubblicità ?Si'.
L'AGCOM ha espresso una regola nota: la pubblicità non puo' essere occulta, ingannevole.
Bisogna indicare espressamente se un contenuto viene sponsorizzato (branded content).
Non si puo' nemmeno ingannare svilendo i prodotti altrui, invece si possono valorizzare i propri o quelli del committenti.
L'influencer non e' editore, quindi sembra che non debba iscriversi al ROC.
Tutti gli altri sono "tollerati" finche' possono dimostrare di avere ascolti bassi.
Attenzione quindi, in caso di successo, ai contenuti vecchi.
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Meglio una piattaforma di distribuzione gratuita o una a pagamento ?Attualmente anche alcune piattaforme a pagamento si stanno dimostrando inaffidabili.
Piu' importante scegliere come fornitore uno affidabile, in una giurisdizione vicina (europea o italiana), e che non cambia in modo sostanziale le proprie condizioni legali.
In generale, pagando, si hanno diritti.
In caso di servizi gratuiti si parla tecnicamente di "Precario": cioe' una concessione a titolo gratuito che puo' cessare in qualsiasi momento, anche senza preavviso.
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Quale differenza tra podcaster indipendente e un branded podcast?Il podcaster cura ogni aspetto della produzione, distribuzione e commercializzazione.
Il branded podcast e' curato da una azienda o "acquistato" da un autore per legarlo al proprio marchio.
Alcuni podcast non sono indipendenti perche' non hanno un feed rss quindi si ascoltano solo all'interno di specifiche piattaforme.
Piu' che di podcaster si deve parlare di singoli podcast.
E' il contratto sottoscritto con il podcaster e l'altra parte che definisce i vincoli e le libertà (o esclusive) e la relativa durata.
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Perchè alcuni non usano i feed rss?Alcune aziende vogliono mantenere il controllo della distribuzione del file audio, permettendo l'ascolto solo all'interno del proprio sito/app e vietando il riutilizzo e ripubblicazione altrove.

Di solito sono azienda gia' famose che non vogliono dare i propri contenuti ad altre aziende che potrebbero sfruttarli per diventare piu' grandi.
I piccoli invece non hanno problemi a diffondere i contenuti a chiunque, anche offline, per ottenere maggiore visibilità.
In realtà e' solo un problema di licenza.
Nulla vieta di distribuire un podcast con licenza MIT, CC NC SA (che impedisce lo sfruttamento commerciale ma consente la distribuzione) o altre licenze personalizzate.
Le conseguenze sono sugli ascoltatori.
Chi usa una app tra le tanti disponibili non seguirà podcast cosi' frequentemente come quelli che puo' ascoltare su quella piattaforma.
Quindi bisogna avere chiare il modello commerciale ed eventuali rischi coprirli con idonee licenze.
La pirateria comunque non si ferma nemmeno con limiti alla distribuzione.
Il problema e' piuttosto lo sfruttamento commerciale di contenuti altrui: senza licenza scritta, sono tutti illeciti.
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Come mai uno strumento così ben pensato non prevede un sistema di ricerca delel domande già poste?Perchė all'una di notte sono crollato dal sonno ...
Già previsto :-)
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Cosa ė l'open podcastingÈ un modo di pensare al podcasting in modo che ogni episodio sia facilmente e liberamente distribuibile anche offline senza controlli ma secondo la licenza scelta.
Poichè alcuni contratti di produzione e alcuni servizi di hosting e di distribuzione non consentono di distribuire su altre app e piattaforme, a volte si vedono i distributori e i produttori come avversi all'open podcasting.
In realtà anche i podcaster indipendenti possono avere contemporaneamente altre distribuzioni limitate pwr lo stesso podcast, ad esempio nel caso di donatori.
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Cosa fa un produttore di Podcast?Aiuta l'autore negli aspetti non puramente artistici: editing audio, strategia, calendario, distribuzione, in cambio di una remunerazione a fronte degli investimenti che si impegna a sostenere.
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Quale rapporto tra licenze, distribuzione e produzione?Le licenze riguardano gli accordi di concessione in uso dell'opera.
L'artista concede i diritti patrimoniali limitati nel tempo, spazio e specifiche modalità distributive.
I contratti di distribuzione riguardano la modalità di distribuzione e ascolto (di solito solo personale) dell'opera.
Di fatto nei contratti di distribuzione e hosting il fornitore aggiungere una licenza non solo a distribuire ma a decidere come distribuire, che e' una forzatura.
I contratti con i produttori editoriali riguardano il modo in cui il produttore anticipa soldi o prestazioni di solito non artistiche (editing audio, promozione, comunicazione sui social, strategia e calendario editoriale e distribuzione presso distributori terzi ),
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Come cancellare un episodio?I ridistributori potrebbero non aggiornare correttamente il feed rss nel quale venga modificato il file audio.
La rimozione puo' essere piu' complessa, perche' semplicemente la mancanza di un episodio non viene comunicata tramite il feed rss.
Quindi meglio aggiornarlo con testi e file audio vuoti, oppure rimuovere fisicamente il file audio dal server che lo ospita e dal quale avviene l'ascolto.
E' importante quindi che il servizio che offre l'hosting degli episodi consenta di cancellarli completamente.
In tal caso, anche se resta indicizzato, il file audio non potrà essere caricato da remoto perche' assente.

Naturalmente chi copia il file audio per finalità di cache (Telegram, Alexa e altri), potrebbe mantenere la copia cache.
E' un problema comune al web: una volta pubblicato qualcosa, qualcuno puo' averne una copia.
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Come scegliere un servizio per pubblicare podcast?Puoi pubblicare un podcast dal tuo sito o dal tuo pc se hai un IP pubblico.
Altrimenti puoi scegliere un hosting o un distributore per:
  • la giurisdizione
  • la disponibilità di feed rss
  • i costi
  • le possibilità di monetizzare
  • le politiche di cancellazione l'assistenza
  • i limiti contrattuali e tecnici
  • le analitiche
  • la schedulizzabilità dei contenuti
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  • E' complicato cambiare hosting di un podcast ?Bella domanda.
    Aggiunta su: https://ondevocali.it/domande/ , faq n.20, grazie per lo spunto

    Dipende.
    Puoi portare tutti i tuoi contenuti sul nuovo hosting se il nuovo permette di importare il feed rss precedente.
    Di solito e' possibile.

    Significa anche che il vecchio feed rss continuerà ad essere visto dagli iscritti e te li perdi se non lo aggiorni al nuovo hosting.
    pochi consentono di farlo, molti altri no.

    Significa inoltre che i tuoi precedenti contenuti non saranno piu' disponibili (chiuso l'account) sul vecchio hosting, e dovranno essere accessibili dal nuovo indirizzo che i files mp3 e gli episodi prendono con il nuovo gestore.

    Gli ascoltatori che si iscriveranno al nuovo feed non avranno problemi; chi invece non si aggiorna rischia di non poter ascoltare piu' nulla.
    Quindi devi avvisarli.

    Ci sono molti passaggi, e alcuni potrebbero essere piu' complessi.

    La gestione ideale prevede dare sempre il proprio feed dal proprio dominio: pippo.it/podcast/rss che con un redirect (facile anche in WordPress) punta all'ultimo feed.
    I lettori seguiranno il feed mantenendo quello principale.
    A volte non basta, perche' gli hosting comunque fanno prevalere il proprio indirizzo del feed rss.

    Si puo' fare tutto.
    Alcuni step sono alla portata di tutti, altri meno.
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